"Visioni D'oriente e D'occidente" CAFFÈ LETTERARIO Comunicato stampa (stralcio)
Mercoledì 15 aprile 2009 si aprirà a Roma, presso il polivalente Caffè Letterario di via Ostiense, l'esposizione dei primi quindici artisti italiani e stranieri che si confronteranno creando quell'immaginario "ponte tra Oriente e Occidente" che spesso solo l'arte sa esprimere e realizzare in modo profondo.……Elena Tognoni, architetto e artista di Pisa, esporrà il volto dolcissimamente inquietante di una bambina dell'est, travagliata dalla guerra e impaurita dal mondo, ed una versione di moderno mosaico con una veduta della città di Tokio…… L'esposizione sarà visitabile fino al 30 aprile 2009, negli orari di apertura del locale per poi riproporsi nell'autunno prossimo nella Archi Gallery di Milano, toccando così le due capitali dell'Arte Contemporanea Italiana. www.info.roma.it
Rassegna di Arti Visive a cura di Francesca Mariotti e Sabrina Falzone

"Sogno di Donna: Le Mille e una Notte di Elena Tognoni" Ferrara 2006
Nelle opere di Elena Tognoni l'incanto del colore, la contemplazione, la partecipazione all'opera insieme alla quale crescere , ci riportano alla mente la ricerca di Matisse, in cui queste affermazioni di tipo contemplativo - orientale fanno frequentemente da tema ispiratore.
Le infinite donne "Eve" dalle mille espressioni, miraggi reali dall'India, dalla Cina, dalla Birmania, dalla Turchia fatte di "Luce" e "Silenzio" dove "L'eco del Mare" e "Il Vento" fanno da sfondo a flessuose immagini della vita, sensuali, materne e sempre infinitamente femminili, ci danno uno specchio del mondo e dell'animo esplorato attraverso una meditazione e ricerca interiore.
La sua padronanza delle tecniche è evidente nelle numerose chine, pastelli e carboncini i cui ritratti e figure vengono realizzati con tratto sicuro ed essenziale.
Francesca Mariotti

Doppio ritratto
C'è in una casa in Toscana , un quadro di Elena Tognoni. Un paesaggio di fantasia terribilmente vicino ad ogni nostra fantasia su un mondo "altro". Case bianche, cupole, e un grande cielo blu. Bianco mediterraneo e blu che ricorda Giovanni Bellini.
E' una sintesi del paese dell'anima di Elena.
E' il luogo da cui vengono le creature perfette di DOPPIO RITRATTO. Astratte e concrete come il pensiero.
Elena vuole rivedere gli altri e se stessa in coppie specchiate in eterno, per come si è dentro o per come a lei sembra si sia. Platone dice che per vedere se stessi bisogna guardare negli altrui occhi. Gli occhi per eccellenza sensibili all'apparire degli altri sono quelli dell'artista che guarda dentro ciò che vede. Tutte le riflessioni precedenti, che le opere ci hanno ispirato, non possono prescindere dalla caratteristica fondamentale dell'opera figurativa, che è un'interpretazione del mondo per immagini.
In questo caso gli esseri viventi che costituiscono il mondo materiale e culturale che Elena ritaglia nella tela: le teste finiscono oltre l'orlo, come se, la tela non bastasse a contenere ogni ritratto. Questo abilissimo espediente rappresentativo ci costringe, infine, a prendere atto di nuovo del senso complessivo delle opere: ogni ritratto fluttua, parla, ammicca, si sdoppia e si riflette.
Questa è la vita.
Maria Giovanna Cantagalli

Elena Tognoni
...per Elena Tognoni il viaggio in Oriente è un viaggio di svelamento e di scoperta di sentimenti ed emozioni, attraverso la forza dei colori, delle minuziose decorazioni dei tessuti e degli abiti. Il realismo pittorico diventa strumento di un racconto onirico e fantastico, che dal reale parte per un viaggio nell'anima.
In questi dipinti il realismo delle immagini è sempre sul punto di dissolversi, di perdersi in un gioco dei tempo e della memoria, frammenti di sguardi catturati ad un mondo che vive nel confine tra realtá e sogno, tra realismo e liricità.
Riccardo Ferrucci

Elena Tognoni
...leggo storie profonde e fantasiose. Leggo personaggi che si impossessano di tutto lo spazio che il quadro riesce ad offrire, come attori: e raccontano storie intersecate tra loro. Poi le storie si interrompono, lasciano spazio a dei colori che si ribellano alle parole: perché poco o niente si può raccontare, mentre tutto o quasi si può rappresentare. E allora Elena Tognoni racconta storie, certo, ma sopratutto dipinge, rappresenta fantasmi e ricordi, simboli e archetipi: con grazia, sopratutto con dolcezza.
Lavorando a fondo la trama e l'ordito dei propri quadri, preparando accoglienti ambienti dove collocare personaggi radiosi e femminili che si espandono oltre la tela, penetrano in una zona intermedia tra l'arte e la vita: la MEMORIA.
Da soli, enormi, questi personaggi si staccano dalle due dimensioni, magari perdono i tratti accessori, la brillantezza dei colori, e ci rincorrono anche usciti, fuori, in strada. Le donne giapponesi e la donna farfalla sono le sconosciute che ci perseguiteranno per molto, molto tempo.
Ed ecco che il miracolo dell'arte, almeno uno dei suoi miracoli, è accaduto.
Dario Carmassi

Elena Tognoni
...il mondo di Elena, il mondo che la sua fantasia crea è verde, viola, arancione. Fra le pieghe occhieggiano blu e gialli e verdi più spenti, materia, tutta, corposa e solenne, ma fluida allo stesso tempo: le pennellate come onde che si inarcano e rifluiscono. Se arte è realtà a se stante, che respira in un altrove riconoscibile eppure diverso, la realtà che abbiamo davanti è il racconto continuo di un tema ancestrale che Elena ha sentito il bisogno di raccontare di nuovo, nel nostro tempo.
Stordita lei per prima, prima di noi, dalla gloria del colore, come se la luce, di continuo , si facesse materia, immagine, ricreata in forme che vivono distaccate, ieratiche nell'assoluto della tela.
Mariagiovanna Cantagalli

Una Pittura che aspira al silenzio e al sogno
...l'architetto-pittore Elena Tognoni, affidandosi ad una cromia accesissima che sta assumendo un ruolo privilegiato in rapporto agli stessi contenuti dei dipinti: le figure sono solide e allettanti, piegate o erette in una loro soliditè volumetrica che si circonda di simbologie grafiche che talvolta prendono il sopravvento su tutti gli elementi del dipinto.
La figura umana si dibatte tra la figurazione simbolistica e la sua rielaborazione in termini di magico incantamento, con i tessuti multicolori che la coprono e la fasciano e con una introspezione evidente che sembra aspirare al silenzio e al sogno.
Dino Carlesi

HOME ARTISTA MOSTRE NOTE CRITICHE